Se si amava, quando i limoni erano profumati, non lo si faceva per gli altri. Si amava per noi stessi, perché l'amore ci faceva avvertire quel profumo e ci permetteva di distinguere, al solo tatto, il chiaro richiamo della pelle. Così, quando l'amore andava via, noi che l'avevamo posseduto, fatto nostro, lo conservavamo per sempre.
Bartolomeo Smaldone
Oggi nasco per l'ennesima volta; dal nulla di un verso che non c'era, nasco.Accetto che questa sia la mia vita: una questione di rinascita in versi. Oppure, l'inverso del nulla, che è la Poesia stessa.
mercoledì 14 luglio 2010
Comunicato Stampa
Dal 10 giugno 2010 il mio libro "Gente" non è più edito dalla casa editrice Secop di Corato. I diritti per la stampa e la divulgazione dell'opera, che da contratto erano di esclusiva della Secop sino al 2013, sono stati, pertanto, liberati.
Bartolomeo Smaldone
Bartolomeo Smaldone
giovedì 8 luglio 2010
Come mi ricorderai

Mi piacerebbe che un giorno
annusando la mia cravatta postuma di sudore
tu pensassi a me come ad un padre degno
Che almeno una parola ti venisse in mente
delle tante che mi avrai sentito pronunciare
Che il gesto di un passante
un cappello che vola tra la folla
il tavolino di un bar
in una piazza
di una qualsiasi capitale
ti ispirassero brevi attimi di malinconia
Ed immediatamente dopo vorrei tu sorridessi
e te ne andassi libera
per cercare nell’alba
la quinta essenza dell’arcobaleno
Bartolomeo Smaldone
"Gente"
All rights reserved
martedì 6 luglio 2010
Anna
giovedì 1 luglio 2010
Maschere

Davvero di me non hai capito nulla
Di quanto poco mi importi della tua ambigua moralità
o che il tuo gatto bianco alabastro
abbia imparato a parlare la nostra lingua
Io ho appuntato con scrupolosa applicazione
ogni tua parola
L’ho fatto al mio rientro a casa
come una adolescente asessuata
distesa sul tappeto rivolto ad oriente
nell’ora della preghiera vespertina
Per questo so chi sei
più di quanto tu stesso possa averne consapevolezza
Perché ciò che a te pareva intuizione
per me era tessera di mosaico bizantino
luce del Bosforo mista ad afrore di salsedine
E la somma di quelle gemme viscerali
era la verità macchiata d’olio
per metà umana e per l’altra animale
Bartolomeo Smaldone
"Gente" Secop Edizioni
venerdì 18 giugno 2010
Luglio
Come tutto è al suo posto, in ordine
come tutto segue il rigore del protocollo
L’acqua, il comodino, la mosca incaponita
il labbro avvizzito della donna che ti amò
e che si porge con inerzia caritatevole alla tua fronte madida
Ti terge con il fazzoletto inumidito l’incavo delle guance
passando da uno zigomo all’altro
scendendo tra le pieghe pendule del tuo collo
sino a fermare sul tuo petto glabro l’amorevole intento
di donarti il sollievo all’altezza del cuore
La persiana verde rimanda alla stanza il bagliore occiduo
e confonde ogni oggetto scrupolosamente disposto a scandire il tempo
Confonde la poltrona di vimini intrecciato che abbraccia il corpo di Silvia
nello spazio invaso dal discreto fruscio di una radio ad onde corte
La guardi con la malinconia del pescatore al largo
quasi temendo di poterla destare
e niente sembra insidiare quell’intesa finale
Il senso di una vita intera nel tenero lacciolo che unisce
un letto ad una sedia in vimini intrecciato
Così tutto finisce anche a dispetto dell’estate
quando ogni cosa è al suo posto comprese le parole
odiate, invocate, sputate, cantate
per avvinghiare al cuore quanta più vita possibile
per tenerla stretta quando sta per andarsene
Lo senti nello stremo del male un brano suonato a tre quarti
il titolo che ti sfugge
l’ultima canzone che avresti voluto ascoltare
Bartolomeo Smaldone
"Gente", Secop Edizioni
Foto di Masssimiliano Uccelletti
martedì 8 giugno 2010
Genesi

Esiste una genesi
un punto di non ritorno
un villaggio in campagna
un biglietto ridotto al cinema
quando ancora ci potevi fumare dentro
Un pesce rosso nella sua casa di plastica
una foto scattata davanti ad una fontana
dei semi salati che pungono la lingua
una granita di limoni
senza estratti vegetali aggiunti
Esiste una genesi
una partenza avventata
una interminabile collezione di fumetti
un viaggio in treno con il cambio a Bologna
Esiste una genesi
le acque che si rompono
un parto doloroso
un fiocco da scegliere per scommessa
la prima firma in corsivo
Poi esisti tu
due sillabe che mi fanno entrare l’aria
che mi tengono la vita stretta
due sillabe di buon umore
Ed è tutta un’altra genesi
riuscire a stare insieme in una garitta
perdersi in un silenzio
o in un grande magazzino
e sentirsi chiamare dall’ altoparlante
tra un domino di teste
scorgere due sillabe
Davvero un’altra genesi
Bartolomeo Smaldone
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