Oggi nasco per l'ennesima volta; dal nulla di un verso che non c'era, nasco.Accetto che questa sia la mia vita: una questione di rinascita in versi. Oppure, l'inverso del nulla, che è la Poesia stessa.
lunedì 28 maggio 2012
lunedì 30 aprile 2012
Se i tuoi occhi un giorno
Tutta la vita è fatta di vuoti da colmare.
Nascendo è come se venissimo immessi in un unico, imprecisato, e incontrollabile vuoto.
Il vuoto sopra di noi, accosciati o applicati nella pratica dello strisciare, nell'esplorazione di una dimensione nella quale, in futuro, non presteremo più uguale attenzione. Il vuoto intorno a noi, verticali, pronti a muovere le braccia e i piedi.
Il movimento colma un vuoto e ne genera un altro. Così, ci sono vuoti che ereditiamo ed altri che ci lasciamo alle spalle.
venerdì 30 marzo 2012
mercoledì 21 marzo 2012
Sofia

Di noi tutti tu sei la più minuta
hai il profumo dei fiori che verranno
la luce che si farà
il lievito del pane nei piccoli tuoi piedi da farfalla
Di noi tutti tu sei la più greca
la più saggia
la più lungimirante e gracile
Sei l'amore; l'amore che ti fa piangere
un pianto ingenuo e antico
infantile e incredulo
Di noi tutti tu sei l'inizio
come la primavera
come un nuovo anno
mercoledì 14 marzo 2012
Abbiamo bisogno di poeti morti; tutti ne hanno bisogno: le librerie, le case editrici, i critici, gli intellettuali, gli eredi. Un poeta morto lo si può finalmente capire e gli si può perdonare l'arroganza ingenua della verità. Un poeta morto lo si può commemorare, compatire, celebrare; gli si può dedicare il nome di una strada, di una piazza, di un premio alla memoria. I poeti vivi fanno paura, talvolta ribrezzo; talune altre suscitano inquietudine e pietà. Perché i poeti vivi sono i rivoluzionari più autentici.
mercoledì 29 febbraio 2012
Ora che la morte ci divide

Ora che la morte ci divide
sei così vicina da sembrarmi viva
e la morte mi pare uno stupido sberleffo
Non lo so se piangi
e cosa vedi quando piangi
Non so più le cose che mi dici
Quelle le apprendevo da te
ed erano vere perché le udivo
e perché le mie orecchie erano vere
So le cose che mi immagino
e poiché nessuno può smentirle
(nemmeno le mie orecchie che non le odono)
esse sono per me la verità
Ora che la morte ci divide
sono ad un passo da te
nel vuoto da riempire che è la morte
La fine delle cose che iniziano in versi
non può che essere la poesia
Ed anche la morte che fa il verso a se stessa
dice di sé d’essere poesia
Non muoio. Non muori.
Ce ne stiamo semplicemente
in un altro silenzio
Bartolomeo Smaldone
All rights reserved
martedì 24 gennaio 2012
Senza titolo
Credo mi odieresti, se vedessi i miei occhi oggi
con le borse piene di alcol
e poca grazia attorno agli zigomi
con le ciglia che sembrano
le penne di un volatile in malora
Mi odieresti, se mi vedessi le mani
piene di calli
un po' per il freddo
un po' per questa aria malsana
e per tutto il lavoro della notte
che almeno si possa morire in pace
E tu, che fai
a parte leggere svogliatamente?
Te ne stai così
appena dietro lo specchio dei tuoi occhiali
con la testa sul bel gomito
a ridere in faccia all'estate
(solo tu puoi vederla in questa stagione)
con le labbra rapprese di sangue
Bartolomeo Smaldone
Copy 2012
con le borse piene di alcol
e poca grazia attorno agli zigomi
con le ciglia che sembrano
le penne di un volatile in malora
Mi odieresti, se mi vedessi le mani
piene di calli
un po' per il freddo
un po' per questa aria malsana
e per tutto il lavoro della notte
che almeno si possa morire in pace
E tu, che fai
a parte leggere svogliatamente?
Te ne stai così
appena dietro lo specchio dei tuoi occhiali
con la testa sul bel gomito
a ridere in faccia all'estate
(solo tu puoi vederla in questa stagione)
con le labbra rapprese di sangue
Bartolomeo Smaldone
Copy 2012
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