Meridionale

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Reading durante il concerto di Fabrizio Emigli alla Domus Talenti, Roma, 10 marzo 2011

lunedì 28 maggio 2012

"Se i tuoi occhi un giorno" alla Feltrinelli

Mercoledì 30 maggio, alle ore 18.30, presso la libreria Feltrinelli di Bari, l'esordio ufficiale, nella mia terra, di "Se i tuoi occhi un giorno". Con me Sabrina Merolla, autrice e conduttrice televisiva. Un grazie speciale, per questa iniziativa, alla mia casa editrice, la Gelsorosso, per aver creduto in me, e, soprattutto, in una storia raccontata per la prima volta nella mia vita in prosa.

lunedì 30 aprile 2012

Se i tuoi occhi un giorno

Tutta la vita è fatta di vuoti da colmare. Nascendo è come se venissimo immessi in un unico, imprecisato, e incontrollabile vuoto. Il vuoto sopra di noi, accosciati o applicati nella pratica dello strisciare, nell'esplorazione di una dimensione nella quale, in futuro, non presteremo più uguale attenzione. Il vuoto intorno a noi, verticali, pronti a muovere le braccia e i piedi. Il movimento colma un vuoto e ne genera un altro. Così, ci sono vuoti che ereditiamo ed altri che ci lasciamo alle spalle.

mercoledì 21 marzo 2012

Sofia


Di noi tutti tu sei la più minuta
hai il profumo dei fiori che verranno
la luce che si farà
il lievito del pane nei piccoli tuoi piedi da farfalla
Di noi tutti tu sei la più greca
la più saggia
la più lungimirante e gracile
Sei l'amore; l'amore che ti fa piangere
un pianto ingenuo e antico
infantile e incredulo
Di noi tutti tu sei l'inizio
come la primavera
come un nuovo anno

mercoledì 14 marzo 2012

Abbiamo bisogno di poeti morti; tutti ne hanno bisogno: le librerie, le case editrici, i critici, gli intellettuali, gli eredi. Un poeta morto lo si può finalmente capire e gli si può perdonare l'arroganza ingenua della verità. Un poeta morto lo si può commemorare, compatire, celebrare; gli si può dedicare il nome di una strada, di una piazza, di un premio alla memoria. I poeti vivi fanno paura, talvolta ribrezzo; talune altre suscitano inquietudine e pietà. Perché i poeti vivi sono i rivoluzionari più autentici.

mercoledì 29 febbraio 2012

Ora che la morte ci divide


Ora che la morte ci divide
sei così vicina da sembrarmi viva
e la morte mi pare uno stupido sberleffo
Non lo so se piangi
e cosa vedi quando piangi
Non so più le cose che mi dici
Quelle le apprendevo da te
ed erano vere perché le udivo
e perché le mie orecchie erano vere
So le cose che mi immagino
e poiché nessuno può smentirle
(nemmeno le mie orecchie che non le odono)
esse sono per me la verità
Ora che la morte ci divide
sono ad un passo da te
nel vuoto da riempire che è la morte
La fine delle cose che iniziano in versi
non può che essere la poesia
Ed anche la morte che fa il verso a se stessa
dice di sé d’essere poesia
Non muoio. Non muori.
Ce ne stiamo semplicemente
in un altro silenzio

Bartolomeo Smaldone
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martedì 24 gennaio 2012

Senza titolo

Credo mi odieresti, se vedessi i miei occhi oggi
con le borse piene di alcol
e poca grazia attorno agli zigomi
con le ciglia che sembrano
le penne di un volatile in malora
Mi odieresti, se mi vedessi le mani
piene di calli
un po' per il freddo
un po' per questa aria malsana
e per tutto il lavoro della notte
che almeno si possa morire in pace
E tu, che fai
a parte leggere svogliatamente?
Te ne stai così
appena dietro lo specchio dei tuoi occhiali
con la testa sul bel gomito
a ridere in faccia all'estate
(solo tu puoi vederla in questa stagione)
con le labbra rapprese di sangue

Bartolomeo Smaldone
Copy 2012