Meridionale

Meridionale
Reading durante il concerto di Fabrizio Emigli alla Domus Talenti, Roma, 10 marzo 2011

giovedì 9 agosto 2012

Tre gemme


Dalle crepe del soffitto
al piano sopra il primo
scendevano le gemme, una ad una
La prima nel bicchiere
l’altra nel vaso
la terza nella scarpa
ai piedi del letto
“Sei stato un figlio accorto
Hai scambiato il timore con l’affetto
Per esserti rivolto a me chiamandomi padre
meriti il mio disprezzo
perché non mi dovevi la nascita
ma una sincera ribellione
“In te io non vedevo che me stesso
e ho detto padre solo per ricordarmi chi fossi
Delle tre gemme ho scelto quella nella scarpa
non illudendomi che da un bicchiere o da un vaso
potesse ritornarmi la vita
ma dalla strada, soltanto
da tutta la strada
che continua a passarmi sotto i piedi”

venerdì 6 luglio 2012

Prima che piovesse

Prima che piovesse
il sole aveva un'altezza sovrana
"Non dirmi che fa caldo"
 ti scrivevo dal mio balcone
"è quasi normale che sia così"
dicevo salutandoti
 "In quale acqua hai cercato riparo?"
rispondesti alla mia provocazione
Abbiamo scelto questa stagione
per farci sudare la pelle
Nemmeno una nuvola muove l'orizzonte
né pascoli se ne stanno a ruminare
Si soffoca e il sole ci piega
ma l'amore tiene alta la testa

Bartolomeo Smaldone
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lunedì 28 maggio 2012

"Se i tuoi occhi un giorno" alla Feltrinelli

Mercoledì 30 maggio, alle ore 18.30, presso la libreria Feltrinelli di Bari, l'esordio ufficiale, nella mia terra, di "Se i tuoi occhi un giorno". Con me Sabrina Merolla, autrice e conduttrice televisiva. Un grazie speciale, per questa iniziativa, alla mia casa editrice, la Gelsorosso, per aver creduto in me, e, soprattutto, in una storia raccontata per la prima volta nella mia vita in prosa.

lunedì 30 aprile 2012

Se i tuoi occhi un giorno

Tutta la vita è fatta di vuoti da colmare. Nascendo è come se venissimo immessi in un unico, imprecisato, e incontrollabile vuoto. Il vuoto sopra di noi, accosciati o applicati nella pratica dello strisciare, nell'esplorazione di una dimensione nella quale, in futuro, non presteremo più uguale attenzione. Il vuoto intorno a noi, verticali, pronti a muovere le braccia e i piedi. Il movimento colma un vuoto e ne genera un altro. Così, ci sono vuoti che ereditiamo ed altri che ci lasciamo alle spalle.

mercoledì 21 marzo 2012

Sofia


Di noi tutti tu sei la più minuta
hai il profumo dei fiori che verranno
la luce che si farà
il lievito del pane nei piccoli tuoi piedi da farfalla
Di noi tutti tu sei la più greca
la più saggia
la più lungimirante e gracile
Sei l'amore; l'amore che ti fa piangere
un pianto ingenuo e antico
infantile e incredulo
Di noi tutti tu sei l'inizio
come la primavera
come un nuovo anno

mercoledì 14 marzo 2012

Abbiamo bisogno di poeti morti; tutti ne hanno bisogno: le librerie, le case editrici, i critici, gli intellettuali, gli eredi. Un poeta morto lo si può finalmente capire e gli si può perdonare l'arroganza ingenua della verità. Un poeta morto lo si può commemorare, compatire, celebrare; gli si può dedicare il nome di una strada, di una piazza, di un premio alla memoria. I poeti vivi fanno paura, talvolta ribrezzo; talune altre suscitano inquietudine e pietà. Perché i poeti vivi sono i rivoluzionari più autentici.