Meridionale

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Reading durante il concerto di Fabrizio Emigli alla Domus Talenti, Roma, 10 marzo 2011

venerdì 28 ottobre 2011

Appunti

Io non so se la Poesia salverà davvero il mondo; molti poeti, ed io sono tra quelli, fanno già tanta fatica a salvare se stessi.So per certo, però, che la Poesia può insegnare un linguaggio inusuale, suggerire una prospettiva inimmaginata.Che qualcuno, in tutto ciò, possa intuire una salvezza, è una appendice assolutamente prodigiosa.

mercoledì 26 ottobre 2011

Filastrocca del servo al potere


Il bene comune, il mezzo gaudio
il male di tutti nel mio abbecedario
Si salvi chi può, e muoia chi vuole
resistere ancora sbattendo le suole
Servire la causa, servire il potere
io sono il servile miglior consigliere
Su questa poltrona, cambiasse bandiera
ho posto ipoteca, mi si benedica

Bartolomeo Smaldone
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mercoledì 19 ottobre 2011

Sasha


Sasha

C'è una luce così nella fine del regime
una parte di verità
ossia un aborto
Per difendermi dal freddo, scendo in metropolitana
qui dove tutti cantano vittoria ed io capisco vodka
Ma questa profondità è solo un'altra superficie
Il cirillico è un cruciverba a sette colori
che ha imparato a conoscere il capitale
e non contempla ancora
la sintassi del verbo avere
Sasha, amico mio
basta a bere!
Un'alleanza così è una strada acclive
Finiremo insieme in uno di questi cento teatri
a scambiare il sorriso di moneta delle donne
per una dote d'amore universale
E poi lo so
che non sogni altro che morire nel Bolshoi
e a me non pensi affatto
Uomo ingrato alla benevolenza della sorte
mi chiedi pure di scriverti dei versi
per quando ti staranno tutti intorno
in indistinto silenzio di raccapriccio
Lo sai benissimo che di questo passo
sarò il primo ad andar via
e ancora mi inciti al brindare
Lo fai perché conosci il languore dei poeti
la loro sensibilità alla distruzione
e la mia personale abnegazione
a tenerti testa, fino alla fine

Bartolomeo Smaldone
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venerdì 30 settembre 2011

Sempre dalla parte della Cultura


Le ragioni della politica sono sempre meno le stesse della società civile, perché gli interessi che ciascuna persegue sono diversi. Una società civilmente evoluta, pone a fondamento della propria crescita morale i valori immateriali che derivano dalla Cultura e dalla Bellezza, e riesce a trasferire quei valori nella quotidianità, trasformandoli in segni tangibili di un positivo cambiamento. La politica, al contrario, è ripiegata su se stessa e sul compiacimento dei poteri forti. Di quei poteri che considerano la Cultura e la Bellezza come della minacce destabilizzanti.

Bartolomeo Smaldone

sabato 24 settembre 2011

Sopra ogni cosa ho amato le tue palpebre


Riusciresti a far parlare anche l'ulivo
e il trullo
in quella strada sciamannata
dove ci buttano i rifiuti
e quelli che hanno perso la fede
ci sputano anche
Quanto è indiscriminato il dolore, amore
più della morte
Ma senza, cosa saremmo?
Se non soffrissimo andando via da quella strada
come potremmo desiderare di averne un'altra?
E' tutto vero
nei sogni e nel volatile vestirsi al mattino
Tutto è vero
quando mi baci e chiudi gli occhi
ed io ti inganno, aprendoli per primo
per vedere le tue palpebre truccate appena
quel tanto che ti basta a perdere il pallore
Farò un lungo viaggio risalendo la nostra regione
lo farò di corsa per trovarti a quell'incrocio
e per seguirti fino a quella strada
sciamannata e nobile
Voglio sentirli parlare
l'ulivo e il trullo
quando gli darai la voce
Loro sapranno cosa raccontare
a quelli che sputano sull'amore

Bartolomeo Smaldone
All rights reserved
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giovedì 22 settembre 2011

La Cava della vergogna


Non deve stupirvi la storia che stiamo per raccontarvi, perché è una storia tipicamente italiana.

E' quantomeno paradossale chiamare "problema" ciò che in qualsiasi altra parte del mondo chiamerebbero "opportunità". Ma, così è.

Nel maggio del 1999, in località Cava Pontrelli, a pochi chilometri dal centro abitato di Altamura, in maniera del tutto accidentale, vennero rinvenute oltre 25.000 impronte di dinosauri di quattro specie diverse, erbivori e carnivori, appartenenti al cretaceo superiore.
Una scoperta di straordinaria importanza perché permise di riscrivere la storia della paleogeografia mondiale, dal momento che dimostrò che le terre, lì, erano emerse non un milione di anni fa, come si credeva sino a quel momento, ma sessantacinque milioni di anni prima.
Cava Pontrelli era stata acquisita, quello stesso anno, da Carlo Columella con l'intento di ricavarne una discarica per materiali inerti.
Contrariamente a quanto sarebbe stato lecito attendersi, lo Stato non procedé subito, come pure avrebbe dovuto, con l'esproprio della Cava per pubblica utilità. Si limitò a porre un vincolo sulla paleosuperficie, di fatto lasciando che il sito paleontologico più importante al mondo rimanesse proprietà privata.
Da allora, da quel giorno di maggio, sono trascorsi dodici lunghi anni; dodici anni durante i quali si è fatto davvero poco, e davvero molto male.
Nulla è cambiato; anzi. Attualmente le orme dei dinosauri versano in uno stato di assoluto e mortificante degrado, anche perché non è stata posta in essere alcuna azione di tutela e di conservazione da parte della Soprintendenza Archeologica.
Le generali omissioni da parte dei soggetti che avrebbero dovuto, perché preposti dalla legge, farsi carico della risoluzione del problema, sono state
colmate, ancora una volta, e come spesso accade in Italia, da una iniziativa civica. Da una petizione on line promossa dal "Comitato per la restituzione al mondo della Cava dei Dinosauri di Altamura". Comitato che ha avuto il grande merito di porre, per la prima volta, il quesito esatto e soprattutto di porlo al giusto interlocutore: lo Stato.
Perché, nonostante quanto previsto dall'articolo 42 comma terzo della Costituzione, e dall'articolo 834 del codice civile, non si è dato corso sin da subito,
sin dal 1999, alla procedura espropriativa?
Un quesito chiaro, inequivocabile; una petizione firmata da migliaia di persone da tutta Italia; un'azione che per la prima volta, dopo dodici anni,
ha portato lo Stato, nella persona del Soprintendente archeologico della Puglia, dott. De Siena, ha pronunciare solennemente la parola esproprio.
Si tratta, certo, di un buon risultato, ma non ancora della definizione ultima della questione. Il Comitato per la restituzione al Mondo della Cava
dei Dinosauri, forte delle dichiarazioni rilasciate da De Siena, ha presentato formale richiesta di accreditamento, presso la Soprintendenza, per monitorare
tutte le fasi della procedura espropriativa. Perché sarebbe irragionevole, ora, abbassare la guardia, e questa storia, francamente, si è dimostrata
sino troppo irragionevole, o se vogliamo, meglio, "ragionevolmente italiana".

Bartolomeo Smaldone