Meridionale

Meridionale
Reading durante il concerto di Fabrizio Emigli alla Domus Talenti, Roma, 10 marzo 2011

mercoledì 20 ottobre 2010

Ad Alda Merini


Coincide con le notti il mio bisogno di te
sarà perché le notti ci tengono in pugno
a noi che siamo carta carbone
e che ci iscrivono all’anagrafe due volte
una per quando bussiamo
l’altra per quando chiudiamo la porta
La mia prima ferita me la ricordo bene
Mi era passata sulla bocca una costellazione
ed io ero ammirata da tanta velocità
così la mia mano trascriveva
ciò che la mia bocca baciava
Il mio bisogno di te è come la carta carbone
può moltiplicare un segno all’infinito
All’anagrafe due volte scrissero Alda Merini
Una per quando nacqui donna
l’altra per quando me ne andai
in quella costellazione
dove pure ero stata tutta la vita
nuda agli occhi del mondo


19 ottobre 2010
Bartolomeo Smaldone
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martedì 5 ottobre 2010

Terzina in La minore (pensiero del ferroviere)


Gli anni passano e i treni non stanno a guardare/
anche le foglie, sia pure per poco/
hanno qualcosa da raccontare/

Bartolomeo Smaldone
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giovedì 30 settembre 2010

La ferita


Come nettare sulle labbra/
pulsanti/
stava la ferita/
per aver addentato carne/
ne ebbe nutrimento l'anima/
-Mangiami- disse alla poetessa/
il folle sul dirupo/
-Mangiami, o mi riprenderò il vuoto-/

Bartolomeo Smaldone
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Il treno dei bambini


Il treno dei bambini non conosce soste
è pieno di madri è pieno di provviste
di palle colorate e di matite monche
Non passa il controllore e c’è sempre un po’ di musica
il morso ad un biscotto, il drago ed il pompiere
la corsa al fazzoletto, un naso da pulire
Il treno dei bambini si burla del ritardo
perché prima che arrivi ne parte sempre un altro
Si burla dei musoni che si tolgono le scarpe
e scova sempre i buchi dove finiscono le calze
Madonna madonnina
non farmi scender presto
non voglio rinunciare a tutto questo chiasso
Madonna madonnina
se conto tutti i pali
ritrovo gatto, volpe e tutti i mie denari

a Maddalena, la mia piccolina, il mio amore

venerdì 17 settembre 2010

Visioni simultanee


Ti ho rubato la lucidità del pensiero
la calda sensazione
di aver ritrovato un posto confortevole
Ho visto chi ero nei tuoi occhi
ed ero il colore che amavi oltremodo
quello stesso colore che ora
e per sempre
mi vedo sulla pelle come un neo


Bartolomeo Smaldone
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venerdì 10 settembre 2010

Lo starnuto


La mia mano si posa sui petali
uno starnuto anche
l’ombra del volo, il giallo e il suo contrario
Io sono stanco ed è da poco giorno
Succede a volte di perdere il riparo
Se tutto è sui petali, penso
potrò ancora sperare di avere un’allergia
un improvviso arrossamento della pelle
che ora si aggrinza, ora si riavvolge
Certo sì, si può vivere di abitudini
programmare azioni ed impetrare
Ma uno starnuto è un lampo
vive in agguato
Uno starnuto ha l’insolenza di una zanzara
Arriva a scaraventare ogni riverenza
recide il nervo intirizzito dell’istinto
e su tutto si posa
ad ammonire un’altra rotta
un’altra direzione





Bartolomeo Smaldone
"Atomi" Writers Guild of America numero 1432508

martedì 7 settembre 2010

Appunti

Il mio sogno è scrivere, non diventare uno scrittore. Con ciò intendo dire che la notte mi restituisce, in ordine, le parole che, di giorno, vanno sparpagliandosi, o affacciandosi al mio inscrutabile delirio creativo.